Sebastién Loeb Rally EVO, recensione del gioco

TRIESTE ore 22:46:00 del 06/02/2016 - Categoria: Videogames - Sebastien Loeb Rally EVO

Sebastién Loeb Rally EVO, recensione del gioco

Non perderemo tempo nel raccontarvi la biografia di Loeb, limitandoci a dire che - con ogni probabilità - occorreranno parecchi lustri prima di poter ritrovare nel mondo un uomo capace di vincere così tanto, e di fare sembrare facili delle vere e proprie

Ciononostante, Milestone sembra avere compiuto dei passi nella direzione giusta rispetto a quanto visto in WRC: pur non riuscendo a raggiungere i livelli simulativi dell’agguerrita concorrenza di Codemasters, il gioco è sensibilmente migliore dei precedenti giochi rallystici di Milestone e anni luce avanti al recente WRC 5 pubblicato da Bigben Interactive.

Intersecate tutto questo con le oltre cento auto e i 300 km di strade percorribili, ed otterrete un quadro più completo della vastità di Sebastién Loeb Rally EVO: la modalità carriera può impegnare per decine e decine di ore, e offre quella varietà sufficiente a mantenere il giocatore attento e attivo per molto tempo.

L’aspetto che immediatamente salta all’occhio del giocatore di Sebastién Loeb Rally EVO si riscontra nella enorme varietà dei contenuti. Vi è una corposa modalità carriera, costiutita da eventi ben diversificati che coprono diverse discipline, e che richiedono un’inevitabile progressione attraverso il consueto meccanismo che ci costringe a svolgere alcune gare per principianti al fine di ottenere crediti da spendere in un veicolo di classe differente. Si tratta della stessa idea messa in campo dai vari Forza Motorsport, Gran Turismo e affini, che Milestone ha saputo coniugare meravigliosamente bene con il mondo del rally, alternando gare singole, rally completi, rally cross e gare hillclimb.

Ci era mancato il rally targato Milestone. Perché, dopo il passaggio del marchio WRC in altre Mani e i risultati non proprio incoraggianti dell’ultimo, recente episodio, l’unica alternativa valida ai giochi made in Milano è nelle mani di Codemasters, un punto di riferimento storico del genere. Così, per riproporre questo meraviglioso sport, Milestone ha pensato bene di puntare in alto, e ottenere il nome e la consulenza del più grande campione di rally che il pianeta Terra abbia mai avuto modo di accogliere: Sebastién Loeb. Non perderemo tempo nel raccontarvi la biografia di Loeb, limitandoci a dire che - con ogni probabilità - occorreranno parecchi lustri prima di poter ritrovare nel mondo un uomo capace di vincere così tanto, e di fare sembrare facili delle vere e proprie magie sulle tortuose e polverose strade del mondiale.

Un gioco ricchissimo

Infine, non si può fare finta di nulla e chiudere entrambi gli occhi di fronte al reparto tecnico del gioco: su PC, a fronte di un’ottimizzazione molto buona e di un frame rate che supera di gran lunga i 60fps a 1080p sulla nostra GTX 980, il gioco è certamente penalizzato da un motore grafico vetusto. La realizzazione degli ambienti - nonostante l’utilizzo di mappe satellitari che hanno permesso un realismo dei percorsi molto elevato - non è certo entusiasmante, con il bordo-pista caratterizzato dalla reiterazione degli stessi modelli tridimensionali, talvolta collocati in posizioni sfortunate. Milestone si sta preparando a cambiare motore per i prossimi giochi, ma per il momento dobbiamo accontentarci.

Salite e discese

A fronte di una varietà e vastità dei contenuti semplicemente encomiabile, vi sono alcuni dubbi sulla gestione della fisica, per l’occasione supervisionata da Loeb in persona. Sui terreni meno tecnici le gomme sembrano rispondere molto bene e, di fronte a un errore, si manifestano con evidenza i motivi per cui il pilota ha perso il controllo. Su terreni più complessi quali i fondi polverosi e la neve, però, le cose sembrano andare in maniera drammaticamente diversa: si innesca, infatti, quell’effetto hovercraft per cui l’auto sembra perdere di peso e galleggiare sulla strada, impedendoci di capire le reazioni del veicolo e reagire di conseguenza. Il problema è parzialmente superato dall’ottima implementazione del force feedback, ma per chi gioca con un volante privo di questa funzione o - peggio - su di un gamepad, le cose si fanno davvero complesse e le correzioni in controsterzo diventano estremamente difficili da calibrare.

Vi è poi una modalità espressamente dedicata alla figura del campione alsaziano, che ripercorre le fasi salienti della sua carriera e consente di sbloccare le auto con cui Loeb è si è guadagnato il soprannome di marziano del rally. Dagli esordi a bordo delle Peugeot e Citroën‎, fino agli anni in cui Loeb si è affermato come il più grande campione di sempre, questa particolare modalità, per la verità, non è che una variazione sul tema della modalità carriera, e - pur funzionando bene - non aggiunge nulla di realmente appetibile al giocatore medio. Ma, per i fan di Loeb, si tratta di una modalità che omaggia il campione facendoci rivivere la sua vita sportiva.

Non poteva mancare la modalità gara rapida, divisa in gare singole, rally completi, Pikes Peak e gare a cronometro, che consentono di scendere subito in pista con una delle auto sbloccate, acquistate o noleggiate per l’occasione.

Completa il tutto la modalità online che, tuttavia, non abbiamo potuto testare in tempo per la recensione e che ci ripromettiamo di provare nel corso dei prossimi giorni.

Abbiamo avuto il piacere di partecipare all’evento di lancio di Sebastién Loeb Rally EVO presso lo showroom di Peugeot a Parigi, dedicandoci al gioco nei giorni successivi, scoprendo un gioco ricco di contenuti che, tuttavia, non hanno completamente sopperito ad alcuni problemi tecnici. Ma procediamo con ordine.

Nella modalità rally cross, invece, si mettono in evidenza altre lacune del gioco difficili da decifrare nei rally classici: la fisica delle collisioni, ad esempio, è mal calcolata e le auto sembrano comportarsi in maniera innaturale dopo un piccolo contatto a velocità certo non sostenute. Altri problemi, inoltre, sull’intelligenza artificiale, con avversari sconsiderati ai livelli di difficoltà elevati e troppo mosci già a livello medio. Vi è, inoltre, un importante scalino tra il livello di difficoltà medio e il livello di difficoltà subito superiore, che impedisce al giocatore di aumentare il livello di sfida quel tanto che basta da rendere l’esperienza più complessa, ma non frustrante. Molto buona, invece, la riorganizzazione delle pacenote, gli appunti letti dal navigatore durante la corsa: sono state anticipate e vengono annunciate in gruppo, in maniera infinitamente più realistica di qualunque altro gioco di rally disponibile sul mercato, ma che potrebbero spiazzare il giocatore abituato alle letture “meccaniche” degli appunti viste negli altri videogiochi di questo genere.

Scritto da Gerardo

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