Recensione World of Final Fantasy

(Bologna)ore 23:02:00 del 06/12/2017 - Categoria: , Videogames

Recensione World of Final Fantasy

Il titolo presenta una trama che non brilla per originalità inframmezzata da continue battute che alla lunga potrebbero anche risultare stucchevoli ma che si adattano bene a un pubblico giovane: sempre per il pubblico giovane è destinato lo stile grafico 

Un anno fa uscì su PS4 e PS Vita World of Final Fantasy, uno spin-off della celebre saga votato a catturare i fan più giovani della saga, regalando allo stesso tempo una buona dose di fan service anche per quelli più accaniti. Il titolo si rivelò una piccola sorpresa, ideale per ingannare il tempo, da oggi anche su PC, in vista dell’uscita di Final Fantasy XV, grazie al porting uscito da poco su Steam.

Ricordi perduti

Per tutti coloro che non lo conoscessero, World of Final Fantasy segue la storia di due fratelli, Lann e Reynn, che a causa di un’amnesia non ricordano più nulla del loro passato; dovranno tornare nel mondo di Grymoire per recuperare i propri ricordi, dove scopriranno anche di avere la possibilità di “imprismare” i Mirage combattuti, che in seguito potranno così dar loro una mano in battaglia. Il titolo presenta una trama che non brilla per originalità inframmezzata da continue battute che alla lunga potrebbero anche risultare stucchevoli ma che si adattano bene a un pubblico giovane: sempre per il pubblico giovane è destinato lo stile grafico ricco di colori e dall'aspetto tenerissimo, grazie all'introduzione dei diversi personaggi della serie in formato “chibi” (qui chiamati in forma “lilichina” ), dalle forme pupazzesche. Una scelta che potrebbe non essere apprezzata da chi ama il realismo, ma che nel contesto si rivela azzeccata per dare al titolo una propria anima.

Custodi di miraggi perduti

Sebbene World of Final Fantasy basi buona parte del proprio appeal sul ripristino dei solidissimi principi che hanno reso gloriosa la saga principale, il suo comparto ruolistico è ricco di novità, straripante di interessanti variazioni sul tema e meccaniche completamente inedite. La più radicale è senza ombra di dubbio l'eliminazione integrale dell'equipaggiamento: una rinuncia che potrebbe far pensare ad una semplificazione, forse eccessiva, dell'impianto ludico.

A scriverlo, in effetti, ci viene ancora la pelle d'oca; inutile negare, del resto, che da quando abbiamo appreso la notizia i nostri sonni si sono fatti ogni giorno più tormentati. Ma non temete: World of Final Fantasy è semplicemente qualcosa di diverso, unico ma ugualmente curato e ben costruito. Scordatevi però la corsa al miglioramento della propria arma o l'entusiasmo per il ritrovamento di un pezzo d'armatura dalla resistenza fisica incredibile: le fondamenta sulle quali poggia l'intero impianto ludico del jrpg Square-Enix, più che al rigore storico promosso da titoli come I Am Setsuna e Bravely Default, sembrano strizzare l'occhio al concept dietro a titoli come il celebre Pokémon. I mostriciattoli che saremo chiamati a collezionare si chiamano Miraggi, e sono creature magiche di taglia variabile che hanno letteralmente invaso le terre di Grymoire. Potremo entrarne in possesso attraverso particolari dispositivi chiamati prismaliti, una rivisitazione totale delle iconiche sfere utilizzate nella famosa saga di casa Nintendo.

Ma ci sono svariate differenze sostanziali di cui tener conto: la prima riguarda la specificità di ciascuno "scrigno magico": il "prisma di Piros", ad esempio, potrà essere utilizzato solo per catturare quella specifica creatura, così come quello di Tomberry potrà imprigionare soltanto uno di quei misteriosi esseri verdi. La buona notizia è che al nostro primo incontro con un nuovo miraggio ci verrà sempre regalato un prismalite ad esso dedicato. L'altra differenza sostanziale con il mondo dei Pokémon è invece rappresentata dalla necessità di compiere determinate azioni affinché il mostro diventi "imprismabile". I primi miraggi che incontreremo lo diventeranno non appena li attaccheremo, ma andando avanti ne troveremo alcuni con delle richieste alquanto bizzarre. Il nostro consiglio è quello di usare l'abilità "Scan" non appena incontrerete una nuova specie, in modo tale da conoscerne immediatamente le richieste e poterla catturare senza paura.

Benvenuti, gladiatori!

Smorzare la tensione con un po' di sana attività fisica è importante, e gli sviluppatori lo sanno benissimo. Tra un boss e l'altro, dunque, ci hanno concesso la possibilità di sgranchire i muscoli senza pensieri, mettendoci alla prova in combattimenti all'ultimo sangue contro buona parte dei mostri da noi incontrati nell'avventura principale. Disponibile come metagame raggiungibile dal portale del Parco Nove Colli, l'arena è un ambiente ristretto ma confortevole, all'interno del quale un poco socievole Tomberry si occuperà di organizzare i nostri match e garantirci un'adeguata ricompensa in caso di vittoria. Il premio per i nostri sforzi sarà ovviamente commisurato alla difficoltà di ciascuna impresa, e chiaramente mostrato nel menu di selezione del combattimento.

Alcuni miraggi elementali vi chiederanno di usare contro di loro attacchi del proprio elemento prediletto, mentre i vampiri che infestano la regione di Notteternia, più affini all'oscurità, vi chiederanno addirittura di accecarli. Come è facile intuire, ovviamente, la cattura di nuovi miraggi non sarà un processo fine a se stesso, bensì l'unico modo per risultare davvero competitivi durante i combattimenti. Ed è proprio dalla necessità di utilizzare questi mostri in battaglia con criterio che ha origine il concetto di pila, altro elemento cardine del gameplay. Ciascuna pila è formata da tre elementi (due miraggi e uno dei due protagonisti) disposti uno sopra l'altro tenendo conto delle loro dimensioni: quello di taglia L sarà sempre alla base della pila, sovrastato da un "collega" di taglia M e da uno di taglia S. I due protagonisti principali saranno parte integrante della pila, con le versioni "lilichine" catalogate come creature di taglia M e quelle "jiganti" considerate di taglia L. Questo garantirà una valenza tattica non indifferente anche alla scelta di quale forma far mantenere a ciascuno dei due fratelli. Ciascun miraggio salirà di livello proprio come noi, diventando man mano sempre più forte e sbloccando un punto abilità per ciascun livello. Tali bonus potranno essere spesi per rimpinguare il nostro parco abilità attraverso una sorta di versione ridotta e semplificata della stereografia di Final Fantasy X, chiamata "Miraggiario". I nostri personaggi, invece, potranno usufruire di bonus speciali e nuove abilità equipaggiando delle rare pietre chiamate "Miraggemme" in alcuni slot specifici, sbloccati man mano che saliranno di livello. Di carne a fuoco, insomma, ce n'è davvero tantissima. Queste sono solo alcune delle nozioni base, alle quali nel corso dell'avventura se ne affiancheranno molte altre, tra cui quelle sul criterio di utilizzo dei Campioni - versione riveduta e corretta delle invocazioni, in cui a venire in nostro soccorso saranno proprio alcuni personaggi iconici della serie principale - e dei Megamiraggi, poderose creature di taglia XL impossibili da utilizzare in una comune pila.

Scritto da Gerardo

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