Recensione No Man's Sky Next

(Bologna)ore 12:25:00 del 10/08/2018 - Categoria: , Videogames

Recensione No Man's Sky Next

Parliamone ancora una volta, possibilmente davanti ad un ventilatore: prima di iniziare, vi informiamo che No Man’s Sky è finalmente disponibile anche su Xbox One, in versione fisica distribuita da 505 Games.

La prima tappa nel viaggio in Next è sicuramente quella che riguarda la qualità del soggiorno, qualcosa su cui Hello Games ha deciso di intervenire in maniera anche drastica per rispondere alle esigenze più disparate. Non possiamo dire se quella che in gergo viene chiamata quality of life sia effettivamente migliorata o meno, di certo è che certe scelte assunte dalla software house anglofona sono abbastanza controverse, specialmente in una fase delicata come quella che può essere il riavvicinamento ad un titolo sul mercato già da due anni. Il riferimento è in particolare alla nuova tavola periodica adottata con l’ultimo update, un espediente curioso che ha come impatto iniziale il rendere terribilmente complicato rimettersi in pari con la realtà di No Man’s Sky.
 
L’idea alla base del cambiamento sia di denominazioni che di valore è rendere il gioco più realistico rispetto al day one, e possiamo anche accettarlo, ma per larghi tratti la sensazione, più che di ritrovarsi in un ambiente credibile, è quella di un forte e inaspettato spaesamento in un prodotto che si pensava di conoscere a menadito. Ovviamente, perlomeno per quanto riguarda le funzioni basilari, c’è un learning curve tutto sommato abbordabile ma ci chiediamo se fosse davvero necessario ritoccare con una simile veemenza un aspetto del gameplay che, immaginiamo lecitamente, davamo per scontato nel 2018.
 
A confronto con gli ultimi aggiornamenti abbiamo inoltre notato una riduzione dei tempi tra un rifornimento e l’altro, ingrediente per cui è necessario tenere ancora di più gli occhi su tutti gli indicatori possibili prima di decollare e dopo l’atterraggio – ci è capitato in alcuni casi di dover addirittura eseguire un riavvio perché eravamo rimasti a piedi senza possibilità di procacciarci le risorse necessarie per rimettere in moto la nostra astronave, pensate. Non sarebbe male se uno degli hotfix seguiti al lancio di Next provasse a bilanciare la meccanica. 
 
Mentre nel nostro personale percorso ci saremmo aspettati una rilevanza maggiore della feature di gestione della flotta di astronavi – che, come dicevamo nello speciale dedicato, è piuttosto articolata di suo -, va dato merito a Sean Murray e al suo team di aver introdotto una pletora di NPC e missioni grazie alle quali il valore ludico di No Man’s Sky esce incrementato in maniera esponenziale se confrontato con la build originale. Si tratta generalmente di fetch quest o poco più, sia chiaro, ma già avere personaggi secondari a popolare stazioni spaziali, e veri e propri mercati, ed assegnarci compiti in cambio di vari generi di ricompense è un notevole passo. Da un punto di vista concettuale, c’è il dubbio riguardo alla natura di questo passo, se sia di lato o in avanti, a dire il vero.
L’affollamento selvaggio della galassia di NMS lo rende qualcosa di estremamente diverso rispetto alla visione originale, dov’era invece la solitudine dell’esploratore a rappresentare un momento di vero sci-fi, al netto dei suoi limiti strutturali, e probabilmente l’aspetto misterioso più affascinante del lotto.
Pertanto, più che di un ampliamento orizzontale è forse il caso di parlare di un’estensione su livelli finora sconosciuti alla produzione, il tentativo di abbracciare una sfera maggiormente ruolistica e corposa a confronto con quanto fatto sinora; è lecito, è eccitante, ma potrebbe non esaltare particolarmente quanti hanno vissuto questo progetto fin dal day one con una buona dose di cieca fede.
La sfera ludica ne esce invece ancor più rinvigorita: dopo Atlas Rises, che aveva implementato una vera e propria modalità storia, ecco arrivare un’altra ondata di attività non auto-determinate dalla fantasia del giocatore; certo, come anticipavamo, non aspettatevi una narrazione o una profondità al di sopra della sufficienza, ma sapere di poter ottenere delle reward per aver scattato tot fotografie ad una specie sconosciuta o aver abbattuto un certo quantitativo di sentinelle è non solo un modo aggiuntivo per fare crediti e accaparrarsi tecnologie, è soprattutto qualcos’altro da fare in un titolo che ha sempre avuto grossi problemi di finalità.

No Man’s Sky non era la rivoluzione decantata nelle pubblicità e non lo è nemmeno oggi con Next, un aggiornamento che, però, ne ha espanso e migliorato ogni singolo aspetto. Di sicuro, Hello Games sarà ricordata nella storia non più (solo) per le aspettative disilluse dell’agosto 2016, senza dubbio. Ciò detto, l’esperienza dà il meglio di sé quando lo si approccia come un “libro game” intimo, una storia di cui voi siete gli artefici, magari in compagnia di qualche amico, pronto a condividere la solitudine. Non è ancora quel gioco promesso al lancio, eppure può crogiolarsi nella definizione di progetto pionieristico ora più bello che mai, che ha pagato le conseguenze di una comunicazione sbagliata.

PRO CONTRO
  • Non ha rivali nel trasmettere la grandezza della galassia
  • Algoritmo rimpinzato di nuove variabili e attività
  • Migliorie ovunque, dalla grafica all’esplorazione
  • Il multigiocatore è una gradita aggiunta
  • Sistema di creazione ingombrante
  • Inevitabilmente monotono
  • I pianeti, a lungo andare, mostrano i loro limiti
Scritto da Carmine

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