Recensione MXGP Pro

(Ancona)ore 23:34:00 del 02/06/2018 - Categoria: , Videogames

Recensione MXGP Pro

In quell'occasione, infatti, il passaggio al motore di gioco Unreal fu in grado di donare un nuovo volto sia grafico sia meccanico a un gioco che partiva da una licenza che era di certo interesse a livello ludico.

Esiste una netta distinzione tra le categorie di giocatori. Ci sono giocatori casual e giocatori hardcore e, sebbene abbiano il comune obiettivo del divertimento, ricercano entrambi una particolare e differente esperienza di gioco.

MGXP Pro, nel panorama off-road di Milestone, arriva per soddisfare proprio la parte più agguerrita del pubblico che, dopo il contatto con il terzo capitolo della serie, aveva bisogno di un maggiore tasso di sfida e un maggior tecnicismo del gameplay per ambire ad avvicinarsi al tanto agognato realismo. La natura della motocross europea, infatti, molto tecnica e fortemente dipendente dalla fisica, aveva bisogno di un’ulteriore chiave di lettura, che andasse ad aggiungersi a quella più arcade e quella pseudo-simulativa, già presenti secondo le forme della precedente iterazione della serie. 

In quell'occasione, infatti, il passaggio al motore di gioco Unreal fu in grado di donare un nuovo volto sia grafico sia meccanico a un gioco che partiva da una licenza che era di certo interesse a livello ludico.

Per scoprire le nuove caratteristiche del titolo, mettendo mano a una build preparata per una sessione di preview, siamo stati chiamati da Milestone nella loro sede e queste sono le nostre impressioni sul gioco.

Appena avviato MXGP Pro, scopriamo subito una prima novità. Si tratta del nuovo Compound, una zona molto più ampia rispetto al passato (1x1 km) che ospita un piccolo bosco, qualche sentiero e due circuiti: uno preso dalla disciplina della Supercross e uno preso dalla Motocross. L'ambientazione richiama volutamente quella di Esino Lario, una paesino del lecchese, circondato dalle cime della Grigna e dal lago di Como. Le maggiori dimensioni di quest’area servono per prendere subito confidenza, senza i limiti imposti da un circuito, con il rinnovato sistema di gioco e con i meccanismi di gameplay più raffinati che lo popolano. Ci sono infatti tutta una serie di tecniche che ora hanno una corrispondenza univoca con la realtà, come lo scrubs, la gestione in volo, la partenza, la limitazione del drifting, e sono affidate al controllo manuale del giocatore.

Memoria, riflessi e sfruttamento della fisica sembrano essere i pilastri su cui poggia l'intera esperienza. Ed è un'esperienza che cresce di pari passo con il pilota, seguendo un sistema di progressione che probabilmente dovrebbe caratterizzare tutti i titoli del genere. Iniziare a trovare dei follow-up dopo gli scrub, prendere confidenza con la gestione del peso e migliorare la tecnica di cornering sono solamente i primi passi per diventare piloti di successo, e bisogna arrivare alla totale padronanza del pilota e della moto per ottenere i massimi risultati.

Ovviamente l'offerta rimane quella classica di MXGP: troviamo una modalità carriera, le singole gare, il time attack e il rinnovato compound. Sappiamo bene che si tratta di una serie dedicata agli appassionati, ma mai come questa volta l'intera meccanica di gioco è stata immaginata e cucita intorno alla fascia di giocatori più hardcore. Vi consigliamo fin da subito di non scoraggiarvi, di rimontare costantemente in sella e di trovare la vostra dimensione sulle due ruote: cercavate una vera sfida? Sappiate che il momento è finalmente arrivato.

Dal punto di vista tecnico, i miglioramenti sono quelli incontrati nel corso dell'intera ultima onda di produzioni Milestone, principalmente legati allo sfruttamento dell'Unreal Engine. Graficamente l'opera si presenta piuttosto bene, grazie all'ormai classica tecnica di Laser Scan utilizzata per modellare veicoli e protagonisti.

L'innovazione più importante è senza dubbio quella legata alla fisica del terreno di gara. Ogni cunetta e ogni solco influenzano pesantemente il cornering e la stessa tenuta di strada.

Abbiamo tuttavia scelto di improntare il nostro provato su quello che è il fulcro di MXGP Pro, ovvero il gameplay. L'elevazione del sistema di guida su di un gradino superiore trova radici nel nuovo motore fisico, che finalmente riesce ad assegnare un reale peso e una reale consistenza a ogni singolo solco nel fango, influenzando pesantemente le traiettorie.

Tenetevi alla larga dal fango se non siete pronti a cadere, rotolare, rimontare in sella e ricominciare. Non siamo di fronte al classico titolo nel quale basta dare gas e muovere l'analogico per ottenere tempi da record, e bisogna letteralmente fare a sportellate per guadagnarsi un podio. Se inizialmente l'abbandono della nomenclatura classica di MXGP ci aveva fatto storcere il naso, ora ci risultano piuttosto chiare l'ambizione e la direzione scelte da Milestone per il futuro della serie sul mondiale di Motocross.

Siete pronti a soffrire in sella? Prendete le vostre moto e andate a farvi un giro nei boschi della provincia, perché quello è il feeling di cui avrete bisogno a partire dal 29 giugno.

Scritto da Sasha

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