Recensione Lego Harry Potter Collection

(Roma)ore 15:23:00 del 06/11/2018 - Categoria: , Videogames

Recensione Lego Harry Potter Collection

Abbiamo (ri)provato il gioco sulla piattaforma ibrida della Casa di Kyoto e, dopo aver affrontato creature magiche, Dissennatori e Mangiamorte, siamo pronti per gettarci nuovamente in una disamina della produzione incentrata sul maghetto più famoso dell'e

 

Tutti abbiamo imparato ad amare Harry Potter: il franchise, nato dalla mente della geniale J.K. Rowling, si è imposto nell'ultimo ventennio diffondendo la sua influenza in quasi tutte le branche dell'entertainment, spinto dal successo planetario tanto della saga letteraria quanto di quella cinematografica. Un esponente videoludico che rendesse onore al brand, al di fuori delle prime declinazioni sfornate dalle scorse generazioni di console, ha fatto però fatica a imporsi nell'industria moderna, lasciando sprofondare i videogiochi su licenza ispirati ai film con Daniel Radcliffe in una parabola discendente, in termini qualitativi e produttivi.
Tuttavia, mentre stiamo ancora aspettando un adattamento degno di questo nome (un tabù che, visti i recenti rumor, potrebbe essere presto sfatato), è nel variopinto palmares di TT Games che possiamo trovare alcune produzioni in grado di soddisfare al tempo stesso i fan più esigenti della serie e una fetta di pubblico più occasionale e spensierata: LEGO Harry Potter, il tie-in versione mattoncini del capolavoro della Rowling, vide la luce tra il 2010 e il 2011 sulle piattaforme della scorsa generazione. Il progetto venne diviso in due parti, anni 1-4anni 5-7, i quali ripercorrevano rispettivamente le vicende dei primi e degli ultimi quattro film targati Warner Bros. Dopo un'edizione remaster, pubblicata su PlayStation 4 non molto tempo fa, WB Games ha infine deciso di portare sui nostri scaffali una medesima versione della collection dedicata ai due giochi LEGO, questa volta in formato Xbox One e Nintendo Switch. Abbiamo (ri)provato il gioco sulla piattaforma ibrida della Casa di Kyoto e, dopo aver affrontato creature magiche, Dissennatori e Mangiamorte, siamo pronti per gettarci nuovamente in una disamina della produzione incentrata sul maghetto più famoso dell'era contemporanea.

LEGO Harry Potter Collection porta sull'ammiraglia Microsoft e su Switch lo stesso pacchetto che, pochi anni fa, abbiamo potuto riabbracciare su PS4: l'edizione include entrambi i giochi sviluppati da TT Games, dunque Anni 1-4 e Anni 5-7, che ripropongono in toto la trama narrata nelle omonime pellicole cinematografiche, ispirate a loro volta ai romanzi di J.K. Rowling. Il primo pacchetto, dunque, comprende i capitoli della prima adolescenza del nostro eroe occhialuto, ripercorrendo le origini della sua epopea dalle strade di Privet Drive agli androni di Hogwarts, passando per le prime battaglie contro Lord Voldemort e i suoi seguaci ma anche per un delizioso sguardo alla quotidianità giovanile tra lezioni, amicizia e amori: La pietra filosofale, La camera dei segreti, Il prigioniero di Azkaban e Il calice di fuoco.

L'altra metà della collection, ovviamente, è dedicata agli episodi conclusivi del franchise, in cui prendono corpo le vicende che danno inizio alla guerra vera e propria contro Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato, trasportandoci con una rivelazione dopo l'altra verso l'epico e commovente finale: L'Ordine della Fenice, Il principe mezzosangue e I Doni della Morte, opera che sul grande schermo fu divisa in due film diretti da David Yates. Tutti i momenti topici della saga sono, chiaramente, scanditi dalla solita vena umoristica tipica delle produzioni di TT Games, che traspone le sequenze più iconiche del brand arricchendone la trama e i dialoghi con esilaranti gag comiche volte a dissacrare anche le scene più solenni o drammatiche. LEGO Harry Potter, inoltre, è figlio di crismi produttivi che risalgono a quasi un decennio fa e che, per questo, mettono in luce non poche differenze rispetto alle incarnazioni più moderne del binomio tra i LEGO e la licenza di turno: nonostante, tra un livello e l'altro, sia possibile aggirarsi lungo i corridoi e i cortili di Hogwarts, il gioco non presenta la struttura open world e l'ampio senso di libertà con cui il team di sviluppo ha arricchito l'esperienza di gioco negli ultimi anni, introducendo attività secondarie ed espandendo al massimo la quantità di oggetti collezionabili sparsi in tutta la mappa. Spostarsi dai dormitori alle aule, allungandosi fino ai confini della Scuola di Magia e Stregoneria, provoca sì una sensazione di mondo aperto, ma la progressione è circoscritta unicamente alla necessità di raggiungere un determinato punto per poter avanzare lungo la storia principale, risolvendo piccoli puzzle per ottenere personaggi, monete o mattoncini speciali. Una formula che, a distanza di qualche anno e rapportata agli attuali standard garantiti dagli sviluppatori con le collaborazioni più recenti, può sentire leggermente il peso dei suoi anni.

Pur non presentando la varietà di meccaniche e abilità che le serie più recenti hanno garantito, il gameplay di LEGO Harry Potter propone ancora oggi una formula fresca e divertente, in grado di unire esplorazione e platform in un ibrido che premia la creatività e la fantasia: anche gli ambienti, strutturati in livelli che durano non più di una trentina di minuti ciascuno, sono proposti in un level design piuttosto semplice e non particolarmente arioso, seppur ben curato e non povero di dettagli scenici che strizzano più volte l'occhio ai fan più esperti della saga originale.

Gli stage, inoltre, sono disseminati di elementi distruttibili, piccoli puzzle da risolvere e segreti di ogni tipo, elementi che come sempre prestano il fianco a un pizzico di ripetitività, a fronte tuttavia di una discreta dose di divertimento e ironia costante, che rendono la progressione altamente gradevole. Sul fronte delle meccaniche ludiche e del parco di specialità, quindi, ci troviamo dinanzi a un gioco che oggi può sembrarci un po' povero: il combat system, se così possiamo definirlo, si "riduce" al solo utilizzo delle bacchette magiche, tramite le quali ogni personaggio può sfruttare vari tipi di incantesimi. 
Gran parte delle sezioni platform si risolvono quindi con l'uso di un Wingardium Leviosa, un Lumos o un Patronus ben assestato, anche se alcuni protagonisti sono in possesso di abilità uniche nel loro genere: dal mantello dell'invisibilità, utile per superare sezioni della mappa sorvegliate da eventuali guardie, passando per l'utilizzo di animali o alcuni degli oggetti magici più iconici sfoggiati nella saga, le soluzioni di gameplay per progredire nei livelli di certo non mancano e risultano ancora oggi un piacevole divertissement in grado di soddisfare grandi e piccoli, a patto di essere rigorosamente dei fan di Harry Potter.

TT Games, infatti, ha saputo sfruttare egregiamente la licenza di Warner Bros, unendo la semplicità visiva tipica delle produzioni LEGO con tantissime strizzate d'occhio alla direzione artistica originale, con musiche e atmosfere in tutto e per tutto identiche alle celebri pellicole.
Sul versante grafico e visivo, invece, LEGO Harry Potter deve fare i conti con un comparto tecnico non proprio freschissimo, decisamente più povero di dettagli e approssimativo sul piano scenico. Gli sfondi, che nelle incarnazioni moderne dei videogiochi LEGO spiccano per qualità e ricchezza, sentono mostrano un po' le rughe della vecchiaia, e in generale il level design non sempre regge il confronto con le soluzioni odierne. Il gioco, però, non dà alcun problema in termini di fluidità, e in particolare la versione Nintendo Switch (vera novità, se vogliamo, di questa riedizione, insieme alla possibilità di giocare in 4K su Xbox One X) si è rivelata una conversione piuttosto solida.

Da: QUI

 

Scritto da Luca

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