Recensione Conan Exiles

(Bologna)ore 23:15:00 del 15/05/2018 - Categoria: , Videogames

Recensione Conan Exiles

Nel momento in cui la moda si orienta verso i battle royale, il titolo di Funcom manda un messaggio molto importante, per chi vuole e sa ascoltare: c’è ancora fame di survival. Conan Exiles ha infatti già venduto oltre un milione di copie prima del lancio

Una delle prime, grandi, mode dell'epoca moderna del mercato videoludico che ha affiancato i MOBA qualche tempo fa è stato sicuramente il filone dei giochi survival.

Fino al recente passato fa ne uscivano in quantità esorbitanti, spesso prodotti raffazzonati in poco tempo con la scusa dell’esperienza snella e minimalista, che puntavano solamente a cavalcare l’onda senza troppa verve nel nome dell’acquisto compulsivo facile. Tra i pinnacoli di tale evoluzione c’è indubbiamente ARK: Survival Evolved, uno dei titoli più interessanti per chi ama il genere. 

Nel momento in cui la moda si orienta verso i battle royale, il titolo di Funcom manda un messaggio molto importante, per chi vuole e sa ascoltare: c’è ancora fame di survival. Conan Exiles ha infatti già venduto oltre un milione di copie prima del lancio. Magia dell’Early Access. È un’esperienza interessante, quindi, recensire un prodotto come questo. Il survival di Funcom è già uno dei titoli di maggior successo dei 25 anni di storia dell’azienda infatti e non lo dico io, ma lo stesso CEO, Rui Casais. Che significa questo? Probabilmente niente, ma è un esercizio piacevole poter parlare di un prodotto che ha già fatto felici, per così dire, sviluppatore e publisher. Solitamente è compito del Buon Critico® pesare bene il proprio giudizio, non farsi prendere dall’isteria, da giudizi basati su criteri troppo personali e poco quantificabili, una cosa snervante (ma giustissima) da fare! Oggi, possiamo quindi dire con leggerezza che Conan Exiles è un titolo che lascia ben più di una perplessità a chi vi scrive. Nemici schiacciati e femmine che si lamentano Conan Exiles, dicevamo, è un survival game. D’altronde, l’universo letterario creato da Robert E. Howard si presta perfettamente per un’esperienza di gioco feroce, primitiva, e basata sulla prevaricazione fisica e “sociale”, per così dire.

Lo stesso incipit del gioco è crudele quanto basta per dare al giocatore subito le giuste sensazioni. All’avvio, Conan Exiles ci permette di creare un personaggio, uomo o donna che sia con tanto di pudenda al vento (e personalizzazione della “dotazione”, per entrambi), se vogliamo, crocifisso nel deserto degli esuli per un reato di cui non sappiamo nulla, imputato da una non meglio definita corte. La creazione dell’avatar passa per tutta una serie di crismi fisici, attraverso un editor ben fatto e non parco di possibilità di dettagli, ma anche per la selezione della divinità patrona, una tra quelle disponibili dal pantheon tipico delle avventure di Conan. Se nel pantheon Hyboriano il dio Crom non offrirà nessuna particolare capacità (non richiedendo nemmeno particolare devozione), le altre divinità come Set, Yog, Mitra e Derketo daranno al giocatore una serie di possibilità aggiuntive come ricette di crafting peculiari, ma soprattutto la concessione di evocare per un breve periodo un avatar della divinità, una volta accumulati un numero sufficiente di punti legati al culto di quel dio. Punti che si ottengono facendo offerte agli altari della divinità, che possono essere costruiti come ogni altro edificio del gioco, ed in generale pregando insieme a sacerdoti oppure altri personaggi non giocanti presenti per la mappa. Una volta creato il nostro personaggio, sarà lo stesso Conan il Cimmero a salvarci dall’inevitabile destino, accompagnando la rinnovata libertà con parole di incoraggiamento brutali, e la promessa di rivedersi un giorno. Da lì, nudi nel deserto, inizia l’avventura. Fin da subito si è incoraggiati a raccogliere oggetti nei dintorni per iniziare a fabbricare dei vestiti ed un utensile, e di fatto cominciare un’avventura di pura sopravvivenza con un pretesto narrativo debole e fin troppo poco presente (un diario recuperato da un cadavere che ci spinge ad esplorare).

Di nostro il consiglio è iniziare per gradi, studiando il sistema di gioco in single player o con qualche amico, per poi tentare la fortuna online, magari su server in cui i rifugi sono indistruttibili. Attualmente è l'unico modo per riuscire a entrare in azione senza drammi, visto che ci sono persone che ci giocando da più di un anno. Ma torniamo al noi. Avevamo lasciato il nostro esiliato alle prese con i primi problemi da risolvere. Sbloccate alcune ricette e raccolte le necessarie materie prime, si può finalmente innalzare un piccolo rifugio (per costruire qualcosa basta cliccare sull'apposita ricetta nell'inventario, sempre che si abbiano le risorse richieste), arredandolo magari con un letto di foglie, una cassa per togliersi dall'inventario il materiale in eccesso e un falò per cucinare il cibo. Più avanti avremo molta più mobilia tra la quale scegliere, oltre ai vari banchi da lavoro, indispensabili per realizzare l'equipaggiamento migliore. Dove posizionare la nostra prima casa? Meglio vicino a uno specchio d'acqua, così da non aver problemi per placare la sete. Per la fame dovremo accontentarci di qualche insetto, almeno finché non avremo imparato a cacciare. Il posto dove ci troviamo non ci piace particolarmente, perché le materie prime che si trovano sono solo quelle basilari. Appena siamo cresciuti un po' e ci siamo stabilizzati decidiamo di andare a esplorare l'interno della mappa. Conan Exiles gestisce la crescita del personaggio e della difficoltà di gioco in modo graduale e impeccabile: i materiali migliori si trovano nelle aree più remote, raggiungibili solo quando si dispone di un personaggio abbastanza forte da sopravvivere ai nemici che si fanno gradualmente più forti. I primi sono degli altri esiliati, dei coccodrilli giganti e delle tartarughe, tutti pericolosi ma lenti e alla lunga facilmente gestibili.

Più avanti incontreremo delle tribù molto più forti e numerose, dei giganti di ghiaccio, degli scheletri viventi, dei mammut, dei puma e tanti altri avversari ancora, che renderanno problematica, ma allo stesso tempo gratificante l'esplorazione dei diversi biomi (si inizia in un deserto, si attraversa un'area più rigogliosa e ci si dirige via via verso le aspre terre innevate, per arrivare infine a un gigantesco vulcano). Ci sono anche dei boss, ossia degli avversari particolarmente potenti posti normalmente in fondo a qualche pericoloso dungeon, che possono essere affrontati solo con l'equipaggiamento giusto e con l'adeguata esperienza individuale. E qui entra in gioco il sistema di combattimento.

Il nuovo sistema di combattimento

Detto senza giri di parole, il sistema di combattimento delle prime versioni di Conan Exiles era terribile: lento, viscido, impreciso e poco gratificante. Fortunatamente Funcom ha accolto le critiche e lo ha rivisto completamente. Anzi, lo ha proprio rivoluzionato. Ora combattere non è più una sofferenza e il giocatore può riuscire a sviluppare una sua abilità nell'affrontare i nemici. A dirla tutta funziona fin troppo bene, con l'introduzione del sistema di combo e mosse speciali (diverse per ogni arma) e la maggiore e più precisa risposta dei corpi ai colpi inferti. Adesso entrare in un villaggio pieno di nemici non è più uno strazio, così come affrontarne di più contemporaneamente. Certo, non è una passeggiata e si muore lo stesso molto di frequente, ma almeno si capisce da dove arrivano i colpi e si vede chiaramente quando si va a segno, senza che le nostre armi scivolino sui corpi degli avversari. Gli sviluppatori hanno aggiunto anche una barra della vita sui nemici per darci subito un'idea della loro resistenza, così magari da non perdere tempo con quelli troppo forti. Da questo punto di vista il lavoro del team di sviluppo è stato semplicemente impeccabile: tutto è stato rifatto o rimodulato, sono state aggiunte delle animazioni e, in generale, si è completamente abbandonato il vecchio modello, evidentemente irredimibile. Certo, non è ancora perfetto e, ad esempio, quando ci si trova in mischia mirare i colpi è difficile e spesso si finisce per colpire un amico, invece che un nemico. Ciò non toglie che sia enormemente migliore del vecchio, che era un vero e proprio strazio. Così assume anche molto più senso la costruzione di nuovo equipaggiamento, che non si limita a essere una compensazione dei difetti del sistema di combattimento, ma un premio per la nostra maggiore abilità.

Certo, ci vuole qualche ora di gioco per avere almeno delle armi e delle corazze di ferro, e molto di più per arrivare a quelle fatte di materiali pregiati, ma i bonus che danno sono finalmente percettibili sul campo di battaglia. Per dire: abbiamo provato il gioco lanciando un vecchio salvataggio di una partita portata avanti con il vecchio sistema di combattimento e siamo rimasti stupiti di quanto le nostre armi di metallo oscuro siano diventate più efficaci e gratificanti da usare rispetto a prima.

Un mondo migliore

Insomma, la strada che porta dall'essere un esiliato a diventare il regnante su di una vera e propria cittadella, è lunga, ma ora ha più senso compierla. Comunque Funcom nel corso dei mesi non ha lavorato solo per rifinire i diversi sistemi di gioco e aggiungerne di nuovi (come quello della scalata, che consente al personaggio di arrampicarsi sulle pareti consumando stamina), ma ha anche fatto miracoli dal punto di vista tecnico. Conan Exiles è sempre stato più fluido dei concorrenti diretti, in particolare di Ark: Survival Evolved, ma con la versione finale la maggior parte dei vecchi problemi sono spariti. Qualche bug c'è ancora, in particolare nel dungeon conclusivo, ma nelle altri parti del gioco non esistono quasi più e, di fronte alla stabilità e alla fluidità raggiunta, non gli si presta comunque più molta attenzione.

Scritto da Luca

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