Recensione Candleman The Complete Journey

(Cagliari)ore 08:31:00 del 10/02/2018 - Categoria: , Videogames

Recensione Candleman The Complete Journey

Attraverso una serie di capitoli, il nostro piccolo uomo candela dovrà superare una serie di ostacoli ambientali, avendo cura nel frattempo di accendere tutte le candele poste lungo il percorso (circa una decina per livello). Una di queste candele è più g

All’interno di una nave misteriosamente naufragata, una piccola candela antropomorfa ritrova la vita, l’unica della sua specie a poter camminare.

Lo scopo è semplice: scoprire chi, o cosa ha ridato “vita” alla nave, facendola muovere in modo strano e talvolta magico. La premessa narrativa, intrigante ed esteticamente coinvolgente, serve a sviscerare un platform con una punta non fastidiosa di trial and error.

Attraverso una serie di capitoli, il nostro piccolo uomo candela dovrà superare una serie di ostacoli ambientali, avendo cura nel frattempo di accendere tutte le candele poste lungo il percorso (circa una decina per livello). Una di queste candele è più grande e fungerà da unico checkpoint del livello in corso. Candleman è semplice quanto brillante. La candelina bipede può solamente camminare e saltare, e con queste due capacità può (e deve) fare qualsiasi altra cosa come spingere un elemento dello scenario, ad esempio. Essendo l’unica candela in grado di accendersi, è possibile accendere la fiamma a piacimento, ma per un massimo di dieci secondi totali per ogni livello, pena il game over. Intorno all’assenza di luce si muove il gameplay di Candleman. Gli ambienti saranno prevalentemente bui oppure scarsamente illuminati, e per proseguire sarà necessario accendere di tanto in tanto la candela, memorizzare l’ambiente circostante, spegnerla e proseguire a memoria. I primi livelli non creano grossi problemi, perché si arriva alla fine con molta cera sulla candela, ma proseguendo nel gioco sarà necessario fare attenzione a non sprecare istanti preziosi di luce.

Gli enigmi non sono mai troppo complicati, difficilmente vi bloccherete nelle quattro ore (circa) che servono a portare a termine l’avventura principale. Tuttavia, nelle fasi avanzate del gioco compariranno anche dei veri e propri nemici, con tanto di boss fight che vi costringeranno a riprovare più volte la zona in corso. Al di là degli scontri con gli avversari, che forse risultano anche fuori posto e sembrano inseriti a forza per aumentare il ritmo dell’azione, il vero fulcro del gioco sono gli enigmi messi di fronte alla nostra candelina. Inizialmente tutto è incentrato sul contrasto tra luce ed oscurità, come zone di terreno parzialmente illuminate che costringono a salti alla cieca, ma successivamente le soluzioni di gioco iniziano a variare parecchio. Non si avverte mai il senso di noia, che è invece spesso in agguato in produzioni del genere, proprio grazie alla varietà di situazioni proposte. Successivamente bisognerà evitare tranelli come trappole di fuoco, tagliole, e piattaforme che appaiono e scompaiono a piacimento. L’unico checkpoint presente in ogni livello vi darà inizialmente una leggera sensazione di frustrazione, ma la cosa è parzialmente mitigata dalle candele accese durante il percorso, che rimangono tali anche in caso di fallimento e che rivelano la via e, di fatto, facilitando la ripetizione di taluni scenari. L’altra forza di Candelman è l’estetica. Per essere una produzione indipendente siamo di fronte ad una resa scenica di grande valore. Ottimi effetti di illuminazione collidono con altrettanto buoni effetti particellari, insieme ad un design malinconico di ambienti e “personaggi” che ricorda le produzioni di Tim Burton, pur non grottesche che siano. La colonna sonora, infine, accompagna dolcemente l’avventura della piccola candela alla ricerca di un faro – salvezza reale e metaforica – con note delicate e mai incessanti o invadenti.

In ciascun livello potremo godere di visuali molto diverse, con inquadrature dall’alto, in obliquo e dai lati, rispetto al personaggio, in modo da offrirci l’angolazione migliore a seconda dei momenti di gioco. Inoltre, potremo sperimentare tanti tipi diversi di movimento: tavole di legno che si muovo, botti di legno su cui saltare, travi che si inclinano con il nostro peso (il quale varia a seconda di quanto a lungo è bruciata la fiammella!), fino alla levitazione e molto altro!

Un tocco di classe e di raffinatezza è sicuramente dato da alcuni accorgimenti che rendono molto verosimile la natura del personaggio: se difficilmente avremo a che fare con una candela ambulante nella realtà, di certo però queste si consumano, si accorciano, non possono stare accese nell’acqua e soprattutto lasciano tracce di cera liquida muovendosi ( aiutandoci per altro a ritrovare anche al buio la strada percorsa, come un moderno Pollicino).

Non meno delicato è lo sfondo dell’ambientazione in cui ci troviamo di volta in volta, come se fossimo appena usciti da un libro di fiabe. Non vi sono assolutamente elementi splatter o kitsch, tutto è curato nel dettaglio e dà un senso di meraviglia, come i fiori dai colori fluorescenti (uno stratagemma molto efficace e astuto per illuminare l’ambiente), la nave rimasta nella tempesta, le pile di libri che dovremo scalare e via discorrendo.

La colonna sonora non è ricchissima di temi ad hoc, ma sono davvero ben curati gli effetti sonori che caratterizzano ogni singolo movimento del nostro protagonista. Il rumore dei passi sulle catene di ferro, le casse che si muovono e molto altro ancora, così come lo stoppino che brucia sulla nostra testa ogni volta che accendiamo la fiammella; tutto è curato nei minimi dettagli e perfettamente sincronizzato con i movimenti.

Un aspetto corollario, ma non per questo poco importante, è la possibilità di sbloccare achievement e ricevere alcuni oggetti collezionabili nella nostra libreria Steam, ossia delle carte che possono essere trasformate in gemme e usate a loro volta per creare dei pacchetti di carte (questo in particolare vale 1.200 gemme).

Scritto da Gregorio

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