Recensione Assassins Creed III Remastered

(Napoli)ore 22:06:00 del 14/04/2019 - Categoria: , Videogames

Recensione Assassins Creed III Remastered

La prima grande “ondata” l’abbiamo avuta con la Ezio Collection, ma più di recente Ubisoft ha portato su PS4 e Xbox One uno dei capitoli più oscuri e meno compresi della saga, quell’ Assassin’s Creed Rogue che inizialmente pareva destinato a una triste ob

 

L’attuale generazione non sembra proprio in grado di districarsi del tutto da questa politica, e Assassin’s Creed è di certo uno dei brand che più vi ha fatto affidamento. La prima grande “ondata” l’abbiamo avuta con la Ezio Collection, ma più di recente Ubisoft ha portato su PS4 e Xbox One uno dei capitoli più oscuri e meno compresi della saga, quell’ Assassin’s Creed Rogue che inizialmente pareva destinato a una triste obsolescenza. A completamento della cosiddetta “trilogia delle Americhe” Ubisoft ha pubblicato in questa primavera 2019 Assassin’s Creed III anche sull’attuale generazione, con Assassin’s Creed III Remastered. Pronti a fare la rivoluzione?

Alla Ubisoft leggono Zagor?

Definitivamente conclusa la storia di Ezio Auditore, la lente di ingrandimento di Desmond Miles si sposta nelle colonie americane della seconda metà del Settecento. Personaggio cardine per questo contesto sarà Connor Kenway, nativo americano il cui istinto ferale lo porterà a essere coinvolto nella guerra d’indipendenza delle tredici colonie.

Non staremo qui ad approfondire molto la vicenda: la critica ai tempi fu decisamente benevola, e il pubblico premiò AC III con un successo commerciale di oltre diciassette milioni di copie. Eppure a guardarla ora l’avventura di Connor mostra il fianco a diversi difetti, da un protagonista non in grado di coinvolgere come il buon Ezio a una sceneggiatura che prima ha bisogno di molte ore per ingranare e poi si affretta verso un finale che chiude in maniera fin troppo brusca la parabola di Desmond.

È un peccato, perché tuttora Assassin’s Creed III è in grado di tirar fuori delle sequenze dal forte impatto scenico ed emotivo. Se pedinamenti, uccisioni e inseguimenti per le città piene di vita sono diventati quasi un’abitudine, a fare ancora una notevole figura sono le scene di guerra aperta che la storia principale è in grado di imbastire, che fa assumere al conflitto un respiro “universale” ancora oggi notevole. Tutta questa abbondanza è però tristemente bilanciata dalle sezioni nel presente con Desmond, dove traspare l’inesperienza degli sviluppatori cui furono ai tempi affidate.

La produzione Ubisoft, in poche parole, sprigiona una complessità che all’epoca non tutti colsero appieno, accecati dall’innegabile pessima gestione della trama dedicata a Desmond Miles, nella linea temporale del presente, che finisce per tradire alcuni concetti cardine di Assassin’s Creed, oltre che generare un’inutile confusione su certi passaggi.

Anche il gameplay non sfigura più del dovuto, nonostante l’aggiunta di un’anima ruolistica, introdotta da Origins e ulteriormente sviluppata con Odyssey, possa dare l’impressione di avere a che fare con meccaniche più rudimentali di quanto non lo siano in realtà.

L’ambientazione architettonicamente più arida, rispetto ai capitoli con protagonista Ezio Auditore, ha costretto gli sviluppatori a puntare con più decisione sulle ambizioni open-world da sempre ostentate dal brand. Esplorazione e caccia, in questo senso, sono attività estremamente intriganti a cui dedicarsi, tanto più che questa Remastered introduce un sistema di crafting che permette la creazione di particolari oggetti con cui potenziare l’avatar.

Anche le battaglie navali, seppur meno raffinate rispetto a quelle affrontate in Black Flag, si rivelano tutt’ora in grado di divertire e coinvolgere.

Semmai, ad essere lievemente invecchiati, sono proprio gli scontri all’arma bianca.

Laddove con Origins e Odysseysiamo stati testimoni di una netta evoluzione dei sistemi di combattimento, questo ritorno al passato potrebbe indispettire i videogiocatori più esigenti, costretti a ripetere identiche sequenze infinite di attacchi e parate. L’impatto coreografico di alcune battaglie ci mette una pezza, ma innegabilmente è certamente questo l’aspetto più arretrato di Assassin’s Creed III.

Molto meglio quando si tenta di risolvere la situazione mantenendo un basso profilo, tanto più che in questa riedizione Connor potrà attirare i nemici, quando nascosto nella vegetazione, ed esibirsi in spettacolari doppie eliminazioni.

Questa Remastered, inoltre, si completa con l’inclusione delle missioni di Benedict Arnold, l’espansione La Tirannia di Re Washington e, soprattutto, Assassin’s Creed: Liberation, spin-off originariamente pubblicato su PS Vita, che narra delle gesta di Aveline de GrandpréAssassina in lotta con i Templari in Louisiana.

Purtroppo, graficamente il gioco soffre di qualche basso. Se la risoluzione fino ai 4K e il supporto all’HDR restituiscono al meglio i dettagli e i colori delle ambientazioni, i rinnovati effetti luce mettono in risalto modelli poligonali ed animazioni facciali ormai vetuste. Si poteva fare meglio, insomma.

Assassin’s Creed III Remastered è l’occasione ideale per scoprire o riscoprire uno dei capitoli più controversi dell’intera saga. Se il gameplay apparirà lievemente datato, sul fronte artistico la produzione Ubisoft ha ancora molto da dire, soprattutto grazie ad una trama profonda e complessa.

Inoltre, l’aggiunta dei DLC e di Liberation è un plus da non sottovalutare affatto

 

Scritto da Alberto

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