Recensione Antihero

(Genova)ore 12:04:00 del 17/07/2017 - Categoria: , Videogames

Recensione Antihero

Il conio serve a reclutare nuove unità, le quali costeranno una moneta in più per ogni copia della stessa che viene schierata nel turno.

Impersonare un antieroe, al giorno d’oggi non è poi così raro – basti pensare a Rufus della serie di Deponia o, ancora più banalmente, ai protagonisti di GTA – ma il senso di libertà generato dalla possibilità di uscire dagli archetipi classici permane nonostante tutto.

Per farla breve, essere buoni a tutti i costi, ogni tanto può diventare noioso. Ed è qui che entra in campo Antihero, un indie strategico a turni nel quale ci viene chiesto di prendere il controllo di un malvivente privo di morale mentre, osteggiato da un rivale avente il stesso scopo, cerca di ingrandire il proprio impero del male fino a conquistare l'intera città. Il tutto è reso più caratteristico da una fumosa ambientazione in pieno stile dickensiano e da un accattivante stile grafico che dà il meglio di sé nel character design.

Per attuare i nostri loschi piani, il campo d’azione previsto è una città - presumibilmente Londra - coperta da una fitta nebbia (nella quale si intravedono solo le sagome di nemici ed edifici). Il nostro compito consiste nel diradarla esplorandola con il personaggio principale affidatoci e conquistarla con l’aiuto di sgherri di varia natura, sbloccabili attraverso tre rami di talenti tematici.

La tattica – come in ogni strategico che si rispetti – è fondamentale al punto che, qualora dovessimo mancare di concentrazione o pianificassimo male un determinato turno, potremmo anche fallire nel completamento del tutorial, che è altresì campagna single player.

L'economia di Antihero ruota tutto intorno a due risorse: l’oro e le lanterne. Il conio serve a reclutare nuove unità, le quali costeranno una moneta in più per ogni copia della stessa che viene schierata nel turno. Le lanterne servono invece a sbloccare nuove voci nell’albero delle abilità, che ad ogni partita si azzera e va ricostruito da capo. I rami sono tre, e sono collegati alla resistenza delle unità, alle capacità del Master Thief ed alle azioni furtive. In realtà è difficile capire il senso del posizionamento di alcuni perk, visto che ad esempio il numero di azioni che può effettuare il Master Thief ed il potenziamento della sua daga (quindi i danni inflitti) sono su due rami diversi. Una volta preso confidenza con il sistema però, tutto funziona come deve. Ad ogni turno è possibile scegliere uno o più potenziamenti, oppure fare la carità, e in quest’ultimo caso si viene riforniti di un po’ di oro o lanterne, a scelta del giocatore. Con le lanterne è anche possibile acquistare una corruzione, ovvero uno dei modi per portare a casa dei punti vittoria, e quindi la partita.
La particolarità di Antihero è che è possibile attuare diverse strategie. Per accumulare punti vittoria, oltre alla già citata corruzione, si può assassinare un bersaglio marchiato da un contratto, o corrompere la Chiesa, un meccanismo che non garantisce la sicurezza dei punti (al contrario degli altri due), ma solo finché all’interno dell’edificio sono presenti almeno tre ragazzini, il numero massimo di unità che un edificio può ospitare. Inoltre ci sono delle altre condizioni per guadagnare punti, che vengono utilizzate in particolar modo per la Campagna, che risulta un’esperienza single player molto efficace proprio per questo motivo.

In uno scenario, ad esempio, bisogna prima sconfiggere tre gang rivali (unità singole molto forti) prima di ottenere gli altri due punti vittoria necessari, oppure tenere il carico di una nave per qualche turno, mentre una missione della campagna prevede la vittoria solo portando una dozzina di scugnizzi in un edificio. Alcune di queste condizioni vengono riportate anche nelle partite multiplayer, online e in locale, la parte mancante dell’offerta di Antihero.

Strategia criminale
Riguardo il funzionamento del gioco, devo dire che sono sorpreso da quanto Antihero sia bilanciato e poco dipendente dalla fortuna. A suo favore gioca l’esiguo numero di unità diverse tra loro, che è un bene per il bilanciamento generale ma non altrettanto per la varietà. A suo parziale sfavore, invece, il fatto che gli edifici chiave vengono piazzati casualmente all’interno della mappa. Sono molto, ed ognuno ha il suo ruolo: l’orfanotrofio permette di scontare il costo di ingaggio degli scugnizzi, così come la taverna lo fa per gli sgherri, le banche che danno più oro a turno, e così via. In un paio di occasioni mi è capitato di perdere miseramente delle partite perché l’avversario aveva un trio di edifici molto funzionali vicino alla sua base, così da partire molto più avvantaggiato di me in pochi turni. Casi sporadici a parte, Antihero è un gioco che si basa sulla strategia e molto poco sulla fortuna.
Se la Campagna è un elemento portante del gioco, è ben strutturata e piacevole, non è da meno neanche la modalità multigiocatore. È possibile giocare online dal vivo con un altro giocatore, oppure in differita con chiunque non sia collegato sul momento.La comunicazione della mossa può arrivare tramite email (con la registrazione di un classico account) oppure come notifica nel gioco, e c’è anche un link ad un canale Discord ufficiale, nel caso vogliate cercare altri giocatori con cui rapportarvi dal vivo. Infine, per il multiplayer offline Antihero propone una scelta dal sapore antico, ma oggettivamente l’unica plausibile. È possibile infatti giocare con un amico al proprio fianco su un unico PC in modalità “hot seat”, ovvero semplicemente alzandosi di volta in volta dalla sedia all’inizio di un turno. Semplice, nostalgico ed efficace.

Scritto da Luca

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