Recensione Ancestors Legacy

(Enna)ore 14:41:00 del 09/06/2018 - Categoria: , Videogames

Recensione Ancestors Legacy

Fra i numerosi esponenti, la serie di Company of Heroes si è dimostrata una delle poche coraggiose, un boccata d’aria fresca con voglia di innovare e di scardinare alla base delle meccaniche ormai stantie.

E la terza volta è quella buona. Hatred e IS Defense sono stati degli scherzi mal riusciti, risaliti alle luci della ribalta principalmente per i loro temi controversi e per la facile polemica che volevano suscitare, ma dal punto di vista qualitativo non si andava oltre l’insufficienza. Con Ancestors Legacy, cupo RTS ambientato nell’Alto Medioevo, i ragazzi polacchi di Destructive Creations si sono lasciati alla spalle quella infantile - quanto inutile - voglia di andare sopra le righe, e il loro terzo lavoro si rivela finalmente un’opera compiuta, non circoscritta alla mera e vuota violenza e, anzi, in un genere sempre fermo su i suoi stilemi, il titolo cerca di differenziarsi dalla massa. Ancestors Legacy non è uno strategico senza macchia, qualche passaggio a vuoto c’è, ma nel complesso, contando anche un po’ il pregiudizio nei confronti del team di sviluppo, gli spunti positivi riescono a posizionare il gioco abbastanza sopra la media.

Saccheggi, non guerre

Fin dalle origini, gli strategici in tempo reale si sono arroccati su posizioni molti conservative e, nonostante lo sviluppo tecnologico e le commistioni con altri generi, non sono state molte le evoluzioni significative nel corso della loro storia. Fra i numerosi esponenti, la serie di Company of Heroes si è dimostrata una delle poche coraggiose, un boccata d’aria fresca con voglia di innovare e di scardinare alla base delle meccaniche ormai stantie. Sin dai primi click, appare forte l’influenza esercitata dal lavoro di Relic Entertainment su Ancestors Legacy: ovviamente nel X secolo d.C non c’erano Panzer ed MG-42 fisse, ma al di là del diverso contesto storico, le somiglianze ricorrono in molti frangenti, a partire dalla gestione delle unità. Queste ultime sono infatti organizzate a squadre, piccole formazioni che raggruppano tre o quattro fanti o cavalieri e che, anche nelle fasi più avanzati delle partite, non superano mai la decina. Il numero contenuto ha dei risvolti sull'impostazione delle partite e detta dei ritmi più lenti e compassati, senza le classiche fasi finali tipiche ad esempio di uno StarCraft, con sciami di truppe presenti su tutto lo schermo. Ogni singola squadra, dati anche i costi elevati di reclutamento, ha un valore intrinseco molto elevato e tutto il design del gioco è stato strutturato proprio attorno alla loro gestione, e a livello macro e a livello micro. 

A differenza di quasi tutti gli RTS, Ancestors Legacy ha infatti una spiccata componente tattica e i duelli non si risolvono in mere azzuffate caotiche di cavalieri. Le battaglie non assumono mai toni epici, ma sono una serie di agguati e saccheggi fra contenuti manipoli di truppe e queste dimensioni ridotte hanno permesso ai dev di inserire attacchi alle spalle, accerchiamenti, fuoco di copertura e fuoco amico e una meccanica legata alla morale che spesso decide l’andamento dei duelli. Ogni singolo ingaggio può essere fatale, perché non c’è modo - ad esclusione di una breve ritirata - di disimpegnare le truppe ed occorre quindi sempre pesare accuratamente le mosse. In questo ambito, occorre spendere parole positive anche sul campo visivo dinamico, non il solito raggio che si espande a partire dalle proprie unità.

Le campagne a cui abbiamo accennato sopra sono tutte basate su eventi storici realmente avvenuti, ovviamente riletti per essere adattati al gioco. L'ambientazione è squisitamente medievale, con le varie missioni ambientate tutte intorno all'anno mille (diciamo dalla fine del 900 d.C., fino al 1200 d.C.). Interessante il fatto che gli sviluppatori abbiano scelto di riprodurre anche battaglie non proprio famosissime, che però rendono meglio di quelle campali il senso di cosa significasse una guerra tra tribù o fazioni molto piccole nel Medioevo. Certo, non aspettatevi delle vere e proprie lezioni di storia, ma almeno qui oltre a vedere combattere degli eserciti molto ampi in campo aperto, scoprirete che spesso all'epoca le "battaglie" somigliavano più a raid di piccoli gruppi di predoni, con gli aggressori che oltretutto cercavano di agire con una certa circospezione prima di agire.

Ogni campagna viene introdotta da degli inserti narrativi disegnati a mano che presentano lo scenario storico, inserti che puntellano anche le varie missioni, in modo da contestualizzarle a dovere. A livello di gameplay Ancestors Legacy è una via di mezzo tra uno strategico in tempo reale classico alla Command & Conquer e uno più tattico alla Company of Heroes. Ogni missione ha i suoi obiettivi, che per essere raggiunti richiedono di sfruttare di volta in volta le varie funzioni. Così, ad esempio, in alcune missioni bisogna conquistare e far sviluppare uno o più villaggi per addestrare truppe e formare un esercito (per un massimo di dieci unità); in altre bisogna muoversi con circospezione per la mappa, sfruttando magari l'erba altra per nascondersi e cercando di liberare delle truppe catturate per portarle poi in battaglia; in altre ancora si devono attraversare delle aree molto pericolose con un manipolo di uomini, per poi difendersi dai continui assalti dei nemici facendo magari sviluppare un villaggio. Insomma, la varietà c'è e, nonostante alcune situazioni tendano a ripetersi durante le campagne, il senso di ripetitività è molto basso.

Combattimento

Del resto tanta varietà ha richiesto qualche sacrificio in alcuni aspetti del gioco, come nella costruzione dei villaggi, in cui è il sistema a scegliere il posizionamento degli edifici e in cui lo sviluppo delle tecnologie per le varie unità sono abbastanza limitati.

Molto più curato il combattimento vero e proprio che, pur basandosi sul classico sistema "sasso, carta e forbice", offre diversi spunti tattici interessanti. Ad esempio bisogna considerare che le unità da mischia non possono essere disimpegnate dopo l'ingaggio, mentre arcieri e balestrieri sono più versatili e possono essere fatti muovere in qualsiasi momento. Bisogna anche tenere in debita considerazione il pulsante della ritirata che consente alle truppe, nel caso in cui le cose si stiano mettendo male, di fuggire verso una zona sicura o verso la base più vicina. In questo modo è possibile curare i feriti e, nel caso si disponga di una caserma, rinfoltire i ranghi. Oltre alle truppe regolari (lancieri, guerrieri, cavalieri, arcieri e così via), sono presenti anche delle truppe speciali, gli eroi, questi ultimi solitamente i personaggi storici protagonisti della campagna. Gli eroi sono truppe particolarmente potenti, unici ad avere un singola barra di energia, ma non invincibili (non aspettatevi di poter superare un livello contando solo su di loro).

Scritto da Sasha

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