Pulisce la spiaggia ma viene multata perche' non residente

(Cagliari)ore 23:08:00 del 26/05/2018 - Categoria: , Cronaca

Pulisce la spiaggia ma viene multata perche' non residente

In questi giorni sta facendo molto discutere l’episodio accaduto a Cagliari dove una donna è stata multata per aver conferito rifiuti nei cassonetti, pur non essendo residente.

Fin dove può arrivare la burocrazia senza l’uso del buonsenso?

In questi giorni sta facendo molto discutere l’episodio accaduto a Cagliari dove una donna è stata multata per aver conferito rifiuti nei cassonetti, pur non essendo residente.

La vicenda ha inizio domenica scorsa, quando la protagonista, una ricercatrice di 35 anni, decide di fare un tuffo a mare nella località di Piscinas, nel sudovest della Sardegna. Prima di andare via, lei e un suo amico decidono di ripulire la spiaggia dai rifiuti abbandonati da altri bagnanti, tra cui bottiglie di plastica e altri flaconi vuoti. Un semplice gesto di civiltà e amore per il territorio.

Presto, però, i due si accorgono che non ci sono cassonetti dove poter lasciare l’immondizia raccolta: “Guardandoci intorno ci siamo resi conto che non c’erano contenitori dove buttarli, così li abbiamo caricati in macchina, ma nemmeno lungo il tragitto abbiamo trovato dei cassonetti” racconta la donna.

Il giorno dopo, tornata a Cagliari, la città dove vive, la protagonista della vicenda decide di conferire i rifiuti nel cassonetto cittadino destinato alla raccolta della plastica. Qui la triste sorpresa. Avvicinata da alcuni agenti in borghese, le viene commissionata una multa di 167 euro: “Non residente nel comune di Cagliari, conferiva all’interno dei cassonetti stradali buste contenenti rifiuti (bottiglie di plastica)”, questa la dicitura riportata sul verbale. La donna avrebbe infatti commesso una violazione dell’articolo 14, comma 6, della delibera comunale n. 83 del 2010, che prevede che, nell’ambito del territorio comunale di Cagliari, è vietato conferire rifiuti nei cassonetti e nelle isole ecologiche a fruitori che abbiano residenza al di fuori del territorio comunale, o nel caso di rifiuti prodotti in altro territorio.

La ricercatrice, purtroppo, ha residenza nel comune Baratili San Pietro, in provincia di Oristano, e i rifiuti sono stati raccolti nella spiaggia di Piscinas, nel comune di Arbus. E pur affermando di non essere a conoscenza della direttiva sui rifiuti, visto che sui cassonetti non era specificato niente, dovrà pagare la multa entro 60 giorni.

L’amministrazione comunale ha giustificato lo di zelo degli agenti con queste parole: “Cagliari non può diventare la pattumiera della Sardegna. Soprattutto i cagliaritani non possono e non devono pagare lo smaltimento di rifiuti prodotti da altri”, aggiungendo che in città ci sono circa 154mila residenti, ma che i rifiuti presenti equivalgono a quelli prodotti da una città che ha il doppio degli abitanti.

Pur essendo certi della buona fede della protagonista del caso specifico, si legge nel comunicato dell’amministrazione, “non possiamo suggerire l’idea che ognuno possa portare rifiuti a Cagliari e lasciarli nei cassonetti in città. Dispiace, di nuovo, che una persona civile debba pagare per i rifiuti abbandonati da alcuni incivili”.

Intanto, la vicenda ha messo in atto un meccanismo di solidarietà e sembra che sia stata organizzata una colletta per il pagamento della multa. In molti, infatti, si sono sentiti coinvolti in una vicenda che ha dell’assurdo, dove chi ama l’ambiente paga.

La protagonista del racconto, intanto, ha deciso di non sporgere denuncia: “Non racconto questa brutta storia per narcisismo ma per far riflettere sulla questione dei rifiuti in Sardegna: la mancanza di cassonetti stradali è un grave problema in tutta l’isola perché in tanti, Sardi e turisti, spesso lasciano i rifiuti dove capita non sapendo dove buttarli, e lo vediamo da spiagge, strade e cunette sporche e piene di spazzatura. Episodi come questo fanno pensare che forse è il caso di andare oltre le divise, oltre la burocrazia, oltre le regole e oltre le ideologie per usare il nostro buon senso quando le circostanze lo richiedono. Per tornare alle cose semplici e sensate in un momento in cui tante belle iniziative che nascono dal cuore, senso etico e senso civico delle persone vengono soffocate dall’eccessiva burocrazia che le rende inattuabili”.

Da: QUI

Scritto da Luca

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