Perche' e' giusto dare il diritto al voto ai 16enni

(Trento)ore 17:44:00 del 17/10/2019 - Categoria: , Editoria, Politica

Perche' e' giusto dare il diritto al voto ai 16enni

- Il voto ai sedicenni sembra una possibilità concreta, che piace non soltanto ai post-ideologi del M5S, ma anche alle forze più tradizionali di centrosinistra e centrodestra.

VOTO AI 16ENNI, PERCHE' E' GIUSTO ? - Il voto ai sedicenni sembra una possibilità concreta, che piace non soltanto ai post-ideologi del M5S, ma anche alle forze più tradizionali di centrosinistra e centrodestra. Questa riforma, secondo i loro esponenti, renderebbe onore ai giovani, intelligenti, informati e con evidente spirito critico. Eppure, gli attacchi da parte della classe politica ai potenziali nuovi elettori non sono mai mancati e si sono espressi, alcune volte, con ferocia molto poco istituzionale. Basta ricordare, per esempio, il tweet da cyberbullo di Maurizio Gasparri, che ad una giovanissima fan intervenuta in difesa del rapper Fedez, precedentemente insultato dal senatore di Forza Italia, rispose attaccandola sull’aspetto fisico: “Meno droga, più dieta, messa male”

VOTO AI 16ENNI, PERCHE' E' GIUSTO ? - Quello di Gasparri nel 2014 non è l’unico esempio. Nel 2017, Romano Prodi affermò che “I ragazzi sono ignoranti e pensano che Maradona sia stato Presidente della Repubblica”. Un commento iperbolico, teso a provocare le risate del pubblico, ma che lascia comunque intendere la scarsa fiducia nelle nuove generazioni. Anche Matteo Salvini, in più di un’occasione, ha contraddetto la fiducia che da pochi giorni sembra aver trovato per gli under 18. Nel novembre 2018, quando gli studenti sono scesi in piazza a Milano per protestare contro le politiche del governo in materia di immigrazione e di tagli alla scuola, l’ex ministro dell’Interno ha postato sui suoi canali social una foto di tre ragazze minorenni che lo stavano contestando.

VOTO AI 16ENNI, PERCHE' E' GIUSTO ? - Gli insulti sessisti da parte dei suoi seguaci non si sono fatti attendere, tra chi ha augurato alle ragazze di “fare la fine di Desirèe”, chi di “andare a prostituirsi” e di “essere stuprate”. Il registro non è cambiato tre mesi dopo, nel febbraio 2019, quando il leader della Lega ha condiviso l’immagine di alcuni giovani che lo stavano contestando pacificamente in Sardegna. Ancora una volta offesi, ancora una volta alla gogna mediatica a loro insaputa, senza una sola parola di Salvini per mitigare la violenza verbale dei suoi sostenitori.

In questo senso dare il diritto di voto ai sedicenni – attivo, ma anche “passivo”: nel nostro paese si può essere eletti solo a 25 anni alla Camera e a 40 al Senato, qualcosa di veramente assurdo e ormai fuori tempo – significherebbe non solo rendere automaticamente il paese più spostato verso tematiche ecologiche, il che già di per sé è importantissimo, ma sposterebbe anche l’agenda verso temi più legati alle esigenze di quei giovani tanto invocati quanto ignorati, in uno dei paesi più vecchi e gerontocratici del mondo.

Infine, questa riforma avrebbe anche un altro effetto rispetto alla nostra percezione dei giovani e al modo in cui stiamo crescendo i nostri figli, ovvero considerandoli come inetti, incapaci di fare qualsiasi cosa senza il nostro aiuto fino a tarda età. I ragazzi di oggi hanno un deficit di autonomia, e questo è colpa senz’altro di un’educazione sbagliata: e allora appunto dare loro il diritto di votare significa responsabilizzarli, farli uscire da quella comfort zone passiva in cui si aspettano che tutto sia dovuto.

Cari politici al governo: dateglielo, e dateglielo subito. Per favore, non ci esponete all’ascolto delle vostre dichiarazioni entusiaste salvo poi affossare l’idea. Lasciate da parte doppi pensieri, calcoli politici – quelli che invece state facendo per l’ottima idea dello ius culturae, che andrebbe promossa perché giusta e non fermata perché “le persone non capirebbero”, come ha detto Alessia Morani del Pd -, date un segno di intelligenza e soprattutto date credito a questi giovani che hanno il diritto di dire la loro.

Scritto da Luca

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