Napoli e Inter sognano: disastro Bonucci, Montella inadeguato!

(Bari)ore 10:45:00 del 19/10/2017 - Categoria: , Calcio

Napoli e Inter sognano: disastro Bonucci, Montella inadeguato!

L assenza dalle coppe, un ottimo allenatore, una rosa di livello ed un pizzico di fortuna, che non guasta, è un mix molto pericoloso.

L assenza dalle coppe, un ottimo allenatore, una rosa di livello ed un pizzico di fortuna, che non guasta, è un mix molto pericoloso.
Ieri sarebbe stato più equo un pareggio, ma alla fine ha vinto la squadra più compatta e più cattiva.
Il Milan oggettivamente mi sembra priva di gioco. Va a folate.
Molte colpe sono di Montella, ha avuto 4/5 della rosa da luglio ed ancora oggi non si vedono schemi ne geometrie. Bonucci pare spaesato e Biglia ci sembra un lontano parente di quello ammirato con la Lazio.
Peri i rossoneri sarà un anno da ottavo posto se non si cambia qualcosa.

L’Inter era arrivata ai primi due gol di pura verticalità. Dopo 28’ Candreva se ne va sulla fascia: il cross stavolta è perfetto, taglia fuori Bonucci e permette a Icardi di anticipare Musacchio. Fra i due milanisti esulta Maurito, che con un tocco sporco infila sul secondo palo trovando quel gol su azione che mancava dal 26 agosto. Non dovrà aspettare quasi tre mesi per il successivo… Basta il 18’ della ripresa, quando strappa una palla a Biglia a centrocampo, la apre per Perisic e, una volta fatte perdere le sue tracce a Bonucci, inventa un colpo al volo per il 2-1. È il suo derby, firmato dal dischetto superando i fantasmi di Donnarumma.

MILAN, 2 FACCE — A quel punto il Milan pensava di averla ripresa, dopo un primo tempo brutto e una ripresa sorprendente (per capacità di mutare pelle). Il 3-5-2 iniziale di Montella ha più di un problema. I più visibili sono: Suso fatica a trovare la posizione ed accendersi; Rodriguez è spesso molto avanzato, lasciando prato da correre a Candreva; Kessie non domina fisicamente (primo strappo dei suoi al 44’, sostituzione nell’intervallo). L’ingresso di Cutrone e l’arretramento di Suso da rifinitore nel 3-4-1-2 per un quarto d’ora sembra risolverli tutti, anche quello della fascia: la palla ce l’ha sempre il Milan. Le occasioni “fioccano come nespole”, dopo tre paratone di Handanovic Suso sfrutta “l’apertura delle acque” di fronte a lui (Perisic lo molla di colpo) per piazzare un sinistro a giro sul secondo palo del temporaneo 1-1. L’equilibrio, in realtà, è lontano dall’essere trovato, però si sopperisce col sacrificio: tipo quello di Borini, che si fa la fascia instancabilmente. Sul suo cross a tagliare fuori al difesa Bonaventura trova la deviazione. Handanovic azzecca la super-parata, poi se la porta dentro. Sembra il terzo 2-2, non lo sarà. Montella che l’aveva ripresa forse vuole strafare, con Locatelli per Romagnoli e il terzo modulo. Il processo al tecnico inevitabilmente si aprirà: i punti sono pochi, le stelle son lontane.

CASA NAPOLI - Un cantiere alla ricerca della perfezione

Otto vittorie consecutive, 24 punti in classifica, primato di gol segnati e potremmo continuare a lungo. Il Napoli di Sarri sembra un’armata invincibile. Vincere due volte a Roma nel giro di un mese è un segnale forte e chiaro al resto del campionato. Accanto ai numeri ci sono tanti altri aspetti che abbiamo provato a evidenziare sul Napolista. Per rendere l’idea di quello che invece secondo noi è la caratteristica più importante del Napoli di quest’anno e del suo allenatore: l’essere continuamente al lavoro su sé stessi, non accontentarsi mai, essere alla ricerca costante del miglioramento. Quando gli altri ti studiano per mettere a punto le contromosse, tu sei già lavoro per non farti trovare dove loro ti aspettano.

A Roma, lo abbiamo visto negli schemi d’attacco spiegati da Alfonso Fasano, con le tante incursioni centrali che hanno ricordato la prima Roma di Spalletti quella con Totti perno e Perrotti (e non solo) che spesso si inseriva. Il contrario della frase pronunciata da Sarri: «Il Barcellona ha giocato nello stesso modo per anni e ha vinto tutto». L’impianto è quello, eppure Sarri lo migliora e lo modifica di partita in partita. Come avviene per le auto di Formula Uno.

Saper soffrire

Il Napoli ieri ha giocato una partita molto intensa. Nei primi sessanta minuti il Napoli è stata una squadra che agonisticamente non era possibile arginare. E infatti avrebbe potuto segnare più di un gol. Una squadra feroce, soprattutto a centrocampo, con Allan ma anche con Jorginho.

E poi il Napoli ha saputo soffrire. Altro cambiamento fondamentale per ambire alla vittoria di qualcosa. È utopistico, lontano dalla realtà, ipotizzare di giocare all’Olimpico contro la Roma e non concedere due o tre tiri in porta agli avversari. È proprio questa la novità del nuovo Napoli di Sarri. È sceso sulla terra. Combatte, lotta, è ben oltre l’estetica fine a sé stessa.

Scritto da Sasha

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