Lavoro: “In Australia il dottorato mi permette addirittura di pagare il mutuo”!

CATANIA ore 07:05:00 del 07/09/2015 - Categoria: Lavoro - Lavoro

Lavoro: “In Australia il dottorato mi permette addirittura di pagare il mutuo”!

Lavoro: “In Australia il dottorato mi permette addirittura di pagare il mutuo”!“Quando ti si aprono le porte del mondo non puoi più fermarti”

“Quando ti si aprono le porte del mondo non puoi più fermarti”. Comincia così il racconto di Claudia Arici, nata a Milano 28 anni fa e trapiantata in Australia dal 2011. Prima Adelaide, oraSydney. Ma il suo viaggio parte molto tempo fa: “Fin da piccola ho sempre voluto vivere e studiare all’estero, lo preferisco al semplice viaggiare da turista”. Ad aprirle gli occhi sul futuro è stato uno scambio culturale negli Stati Uniti durante la quarta superiore. Da quel giorno Claudia non si è più fermata e durante la triennale inRelazioni Internazionali è volata in Francia per fare l’Erasmus. Qui il suo destino s’incrocia per la prima volta con l’Australia: “Ho conosciuto un ragazzo australiano che studiava giurisprudenza – racconta a ilfattoquotidiano.it -, che da poco è diventato mio marito”.

Così, di ritorno dalla Francia, Claudia comincia a fare la spola conAdelaide, dove lui viveva, e durante la laurea specialistica decide di studiare lì per sette mesi. Poi, il trasferimento definitivo: “Non è una scelta che ho ponderato a lungo – ricorda –, mi sono solo detta: vado e vedo come mi trovo”. La ricerca del lavoro non è stata semplice: “Il visto vacanza-lavoro ti limita molto perché ti permette di lavorare solo per sei mesi con lo stesso datore”, spiega.

Per questo nei primi tempi Claudia si accontenta di lavori nellaristorazione e come insegnante di lingua e intanto racconta le sue avventure sul suo blog. Ma la ricerca resta il suo pallino. Così comincia a mandare curriculum alle università australiane. Il sì decisivo arriva proprio da Sidney: “Mi hanno offerto un posto daricercatrice per tre anni sul tema della responsabilità penale deibambini soldato, così io e il mio compagno ci siamo trasferiti”. Al contrario di quanto avviene in Italia, la borsa di studio prevista dalle università australiane è uno stipendio a tutti gli effetti: “Con quello che guadagno posso pagare il mutuo e sostenere il costo della vita, molto più alto di quello italiano – spiega -. E qui ildottorato non è visto come un impiego di serie b”.

Ora Claudia è al terzo anno e sta cominciando a guardarsi intorno: “Sto mandando domande di lavoro a varie organizzazioni internazionali – racconta – in base alle offerte valuterò con mio marito il prossimo passo da fare”. L’Italia, per ora, non è nei suoi piani: “Non sono una di quelle persone che dice non tornerò mai, però ci devono essere le condizioni giuste per farlo – spiega -. Se devo tornare per fare uno stage o per 500 euro al mese, mi dispiace, ma non ne vale la pena”.

D’altronde la vita in Australia offre alcuni innegabili vantaggi: “Qui tutto funziona meglio, dai mezzi pubblici alla burocrazia – ammette -, la vera differenza rispetto all’Italia è che c’è un grande senso civico: se qualcosa non va, la risolvono subito”. Ma a distanza di quattro anni rifarebbe la stessa scelta? “Assolutamente sì, ci vuole coraggio ad andarsene, ma oggi ce ne vuole anche tanto a restare”, ammette. Per questo ai giovani che vogliono lasciare l’Italia consiglia di fare un passo alla volta: “È importante conoscere il Paese in cui si vuole andare a vivere, quindi secondo me prima conviene visitarlo, in modo da farsi un’idea sullo stile di vita”. Poi, una volta presa la decisione definitiva, “andate – suggerisce Claudia – ma non vivete questo passo come l’esperienza della vita. E’ bello confrontarsi con altre culture e altre storie, ma non deve essere per forza un biglietto di sola andata”.

Scritto da Gerardo

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